Marco FALCONI
Profilo

Sono nato nel 1961 a Milano dove vivo e lavoro.
Ho deciso di dedicarmi alla pittura abbastanza tardi, dopo aver compiuto gli studi tecnici anche se la passione per l’arte mi accompagna da sempre.
I primi approcci con il mondo del disegno risalgono alla scuola primaria; ho ancora vivo il ricordo delle illustrazioni dei libri sui quali studiavo tanto è vero che, per esempio, i mesi dell'anno li 'visualizzo' ancora oggi così come erano disposti e con le immagini del libro della prima elementare.
Mi è sempre piaciuto disegnare e colorare, ma è alle Scuole Medie che ho conosciuto per la prima volta i lavori dei grandi pittori del passato, da Michelangelo a Raffaello, da Tiziano a Caravaggio (il mio preferito) e copiandoli, cercavo di scoprire il segreto della loro genialità.
La scomparsa di mio padre interruppe improvvisamente il sogno di diventare un "artista".Fui costretto a percorrere una strada diversa, direi opposta e la passione finì rinchiusa in un cassetto.Che si riaprì parecchi anni dopo per merito di un incontro fortuito con Antonio Casale, un anziano pittore che mi regalò l'opportunità di seguire le sue lezioni.I miei primi lavori subirono l'influenza del maestro, grande ammiratore e seguace dei pittori Impressionisti.
La prima vera svolta nella mia "arte" avviene quando lascio lo studio e mi ritrovo costretto, mio malgrado, a lavorare da solo; condizione peraltro ideale per esprimermi liberamente .A partire dal 1985 inizia a delinearsi un mio stile pittorico personale, basato sulla rappresentazione di paesaggi, ma trasformati in stile, tecnica e ricerca dei soggetti.La scelta si riduce a  sole due  variazioni: mare e campagna che non sono altro che la sintesi delle mie origini.Il mare è mia madre e la campagna mio padre; il mare è l’acqua, il liquido amniotico, il nutrimento, la vita, ma anche il ricordo delle estati trascorse in spiaggia.La campagna è la terra, la forza, il lavoro, ma anche la fatica e il sudore dei contadini.Tutto questo lo tradussi sulla tela in immagini filtrate dalla memoria e quindi imprecise, sfumate.
Il ciclo dei paesaggi poneva quindi l’attenzione sulle mie radici, sui ricordi cui il trascorrere del tempo aveva impresso delle tracce indelebili.
Ora la mia attenzione è rivolta al corpo umano.La ricerca in questo caso parte dall'esigenza di confrontarsi con la figura e dallo studio del Caravaggio, da sempre ammirato per la sua straordinaria capacità di usare luce ed ombra, per la sua geniale innovazione nei soggetti e nelle inquadrature quasi “cinematografiche”, attualizzato nel taglio particolare della materia da rappresentare e focalizzato su particolari visioni.”Pezzi”, parti di donne e di uomini quasi sempre senza volto o con il viso nascosto, resi quindi persone qualunque, universali.La perdita di identità mi permette di portare in primo piano la pura presenza; i corpi lasciano in questo modo tracce dei loro movimenti e introducono alla loro intimità, al loro rapporto con lo spazio e con il tempo.
La mia idea, magari banale, è quella di isolare l'immagine dal suo contesto originale e di rendere i miei lavori simili a degli scatti fotografici rubati a situazioni particolari e intime ma che servono non a immortalare il presente, quanto piuttosto di permettere ai soggetti di raccontare, quello di cui furono protagonisti in un passato magari prossimo, ma già inafferrabile.
Copyright Marco FALCONI 2008
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